01/12/2008

Anno XII, numero 4

Vai a PARDONETVai a PARDONEWSCasella di testo: La tecnica intralift,
nel rialzo del seno mascellare.Casella di testo: E’ noto come alla perdita degli elementi dentali consegua una espansione del seno mascellare (Fig. 1): come cause di riduzione dell’osso crestale e della espansione del seno mascellare sono state ipotizzate il riassorbimento centripeto per perdita di elementi dentari, un riassorbimento centrifugo da probabile attivita’ osteoclastica postestrattiva della membrana sinusale il riassorbimento da compressione dato da protesi incongrue, lesioni osteolitiche flogistiche di origine dentaria ed aumento della pressione positiva sinusale (starnuti ,Valsalva). Tale situazione clinica ha portato alla necessita’ di ridurre la cavita’ sinusale per poter protesicamente trattare il paziente con impianti.
L’anatomia del seno mascellare deve essere conosciuta per favorire una migliore aggressione chirurgica (1): una tomografia assiale computerizzata dedicata (Dentascan) ed eventuali elaborazioni della stessa con tecnica interattiva permettono anche ulteriori valutazioni utili per la quantificazione del materiale di riempimento e della presunta posizione degli impianti. Un controllo da parte dell’Otorinolaringoiatra come anche la realizzazione di modelli tridimensionale ed esami endoscopici possono essere utili per un migliore studio della forma della cavitą e di eventuali patologie a suo carico.	La sezione ossea vestibolare dovrebbe permettere il riempimento della parte di cavitą prevista e lo scollamento della membrana dovrebbe iniziare a livello del primo molare poiché l’angolo formato sagittalmente dal pavimento del seno ¸ piu’ acuto a livello del secondo premolare e del secondo molare e meno nella zona del primo molare (Fig. 2)  dove lo scollamento e’ piu’ semplice (2) . Una membrana spessa , visibile al Dentascan potrą essere mobilizzata pił facilmente di una sottile. I setti del seno , completi o non ,  costituiscono un fattore di rischio nello spostamento della membrana: essi sono presenti nel 30% circa dei casi (3,4) con varia distribuzione (4,5,) , per lo piu’ localizzata alla zona mediana. Analoga difficolta’di scollamento con possibile lacerazione della membrana si incontra nel caso esistano pluriradicolati aggettanti le radici nel seno . Una arteria del seno (figura), ramo che origina dall’arteria alveolare superiore posteriore come anche dalla infraorbitale , costituendo  una anastomosi Casella di testo: extraossea tra i due vasi, puo’ attraversare il campo operatorio  in una alta percentuale di casi (6,7 ). 
Numerose classificazioni del grado di atrofia del seno sono state riportate con il rispettivo trattamento proposto.
Nel 1987 Misch descrisse quattro aspetti diversi di conformazione ossea del seno mascellare che richiedevano diversi atteggiamenti terapeutici a seconda della disponibilitą ossea in altezza e spessore proponendo per ognuno di questi il relativo trattamento (8) ; Cawood e Howell descrissero  sei stadi di riassorbimento e modifica del mascellare edentulo (9) ed Adell e Coll. descrissero tre tipi di atrofia (10).
Per quanto i diversi Autori abbiano posto precise indicazioni ad un intervento piuttosto che ad un altro, attualmente esse non sono strettamente sovrapponibili e spesso la scelta e’ influenzata dalla esperienza dell’Operatore in una o nell’altra metodica .
La tecnica chiamata di grande rialzo o sinus lift  consiste nel preparare una finestra di accesso vestibolare al seno e nella rotazione di questa fino a raggiungere una posizione orizzontale all’interno del seno stesso e sostenere la membrana in una posizione rialzata cosģ da ottenere uno spazio che sarą riempito da biomateriale (1). Dall’originale intervento descritto da Tatum (11) e codificato da Boyne nel 1980 (12) numerose variazioni della metodica sono state proposte come quelle di elevazione per via occlusale (13,14,15,16. ) o attraverso l’alveolo postestrattivo ( 17); la membrana di Schneider fu elevata assieme allo sportello antrale ma anche senza di esso e con varie metodiche -oltre quella classica- quali l’uso di un palloncino (18,19) o della chirurgia piezoelettrica per via crestale (20). La perforazione fu trattata con colla di fibrina , membrane (21) o sutura (figura) o anche con la  rimozione della membrana all’atto del rialzo(22).
Pressoché tutti i biomateriali utilizzati hanno dato Avanti