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Le differenze fondamentali tra un dente naturale ed un impianto sono principalmente due: la presenza del legamento parodontale nel dente naturale contro la sostanziale anchilosi dell'impianto e la presenza di sensibilità nocicettiva nel dente contro l'assenza di sensibilità nell'impianto. Le forze generate dal contatto tra le superfici occlusali si sviluppano e si distribuiscono su parodonto in maniera uniforme lungo tutta la superficie radicolare. Nel caso di un impianto caricato, le forze vengono distribuite prevalentemente sul terzo crestale, diminuendo in senso apicale. L'assenza del legamento e dei ricettori nocicettivi in esso presenti, determina su un'unità implantoprotesica una modalità di scarico delle forze non soggetta al controllo dei meccanismi di bio-feedback masticatorio. Ne deriva che sollecitazioni anche minime della struttura non modulate dai meccanismi di controllo centrali sono particolarmente dannosi per il mantenimento dello stato di salute del sistema, soprattutto a medio-lungo termine. I principi di biologia sono necessari e sufficienti per il mantenimento a lungo termine degli elementi naturali. Per il successo a lungo termine di una riabilitazione implantosupportata è necessario ed indispensabile associare ai principi biologici i principi di biomeccanica, questo perché sostanzialmente il dente è biologia, l'impianto è biologia e biomeccanica. La conoscenza e l'applicazione nella pratica clinica di nozioni di biomeccanica costituiscono quindi il presupposto per un restauro sicuro e duraturo. Le forze che si generano durante la funzione masticatoria e le eventuali parafunzioni si identificano in base a direzione, intensità, modalità di applicazione e stress che ne consegue. In clinica, semplificando una realtà che è molto più complessa, possiamo dire che la Direzione delle Forze generate dai contatti occlusali durante la masticazione è di due tipi: Assiale e Trasversale-Laterale. È definita Forza Assiale quella che ha di
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